Di Pietro a Piazza Navona contro il Lodo Alfano 3/3

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A Roma i partiti della sinistra extraparlamentare sono scesi in piazza contro le politiche sociali del governo e di Confindustria. Ad aprire il corteo un lungo striscione rosso: "L'opposizione è nelle nostre mani. Un'altra politica per un'altra Italia". In piazza anche l'Italia dei valori per raccogliere le firme contro il Lodo Alfano. (L'Idv - ha annunciato Di Pietro - oggi ha raccolto 250mila firme tutta Italia). Antonio Di Pietro chiudendo la manifestazione a piazza Navona ha definito il Governo Berlusconi come "una dittatura dolce" nei confronti della quale bisogna "fare fronte comune". Nel suo discorso il leader di Idv ha denunciato i rischi per una informazione libera, i provvedimenti in materia di giustizia fatti solo per gli interessi del premier e dei suoi amici e infine la riduzione delle prerogative del Parlamento "fatto di dipendenti, di gente che schiaccia solo i bottoni e suddita. Per Di Pietro "Berlusconi sta alla democrazia come Fede all'informazione", ma avverte "io non sono scemo e non dialogo con chi gli dai un dito e si prende un braccio". Su Rai e Consulta "aberranti no di Berlusconi" Anche la battaglia per la presidenza della Vigilanza Rai è uno dei motivi che fanno parlare Antonio Di Pietro di "dittatura dolce" dove all'opposizione non è data la possibilità di indicare il proprio nome alla guida di una commissione". Dal palco di piazza Navona Di Pietro accusa: "dicono che Leoluca Orlando non va bene perché è dell'Italia dei Valori e allora io ricordo che noi siamo in Parlamento perché ci hanno votato i cittadini. La realtà è che sanno che noi faremmo il nostro dovere e che non faremmo passare certe cose strane strane". Un affondo anche sul tema del giudice costituzionale vacante: "Berlusconi ha detto una cosa gravissima e cioè che non si è ancora trovato l'accordo su un nome della espressione del Pdl. Il problema è che i giudici costituzionali devono essere al di sopra delle parti e quindi quello di Berlusconi è un ragionamento aberrante". E chiude con "resistere, resistere, resistere" "Certe volte l'opposizione mi ricorda quei naufraghi della barzelletta che nuotano verso terra e uno dice all'altro ma quando arriviamo? Io dico che intanto nuota, cristo, no? Io mi ricordo sempre quello che mi ha insegnato il mio procuratore capo: resistere, resistere, resistere". Antonio Di Pietro chiude con i fuochi d'artificio la manifestazione a piazza Navona. Dopo il breve ma intenso intervento del premio Nobel Dario Fo, che rimane sul palco insieme a Franca Rame, Di Pietro torna a chiamare la società civile a rispondere contro il rischio della dittatura e lo fa senza mezzi termini: "Nel ventennio è successo quello che è successo perché la democrazia non ha saputo reagire. Se al primo partigiano avessero detto tanto non ce la fai non ci sarebbe stato nessun altro partigiano. Per questo io dico chi se ne frega di che partito sei ma unisciti a noi e ferma la dittatura alle porte". Di Pietro si rifà all'ormai celebre slogan di Francesco Saverio Borelli e ne spiega il motivo per cui è proprio l'ex capo del Pool di Mani pulite ad essere il candidato IdV per le elezione di un giudice costituzionale. "Io mi ripeto quello che mi diceva Borelli - spiega infatti - anche in Parlamento, quando vedo che dietro le sagrestie cercano di mettersi d'accordo su chi debba fare il giudice costituzionale, secondo l'idea di chi pensa 'ci metto il mio che così sistema la mia pratica alla Consulta'. Ecco perché tutti votano scheda bianca e noi - rivendica - siamo gli unici a votare un nome, quello di Borrelli, perché sappiamo da che parte stare". Un altro ex collega del Pool di Milano viene citato, questa volta si tratta di Piercamillo Davigo "che era solito fare questo esempio - prosegue - quello per cui se il vicino di casa che inviti a cena lo vedi un giorno uscire da casa tua con l'argenteria lo considererai innocente fino al passaggio in giudicato della sentenza ma intanto non lo inviti pi+ù a cena". L'esempio serve a chiarire il punto di vista che Di Pietro vorrebbe da parte dell'opposizione nei confronti di Berlusconi ed è nuovamente alla maggioranza, ed anche all'opposizione che viene rivolto il pensiero finale: "Questa Piazza Navona sempre più Piazza Legalità ed è bene che tutti, a cominciare da quelli della P2, si abituino perché la faremo diventare la vera agorà della democrazia". Il congedo è con il bilancio di questa giornata indetta a Roma e nel resto d'Italia per raccogliere le firme per un referendum abrogativo del Lodo Alfano: "Oggi abbiamo raccolto 250mila firme. Questo dimostra che il Paese reale reagisce".

Category: News
Uploaded: October 11th, 2008 @ 7:13 pm
Author: DiBaRock

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Tags: alfano berlusconi confillo dei di grillo interessi italia lodo pietro valori

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